Una giornata speciale come quella di ieri merita un commento speciale. E così il Direttore Tecnico Riccardo Vernole lascia la parola ai coach.
Andrea Grassini (allenatore di Carlotta Gilli):
La gara si è svolta come ci attendevamo. Carlotta è partita leggermente indietro, ma ci siamo esercitati per mesi, utilizzando esercitazioni con l’elastico, per gestire alla perfezione gli arrivi ad alta velocità. E così è stata: perfetta.
Massimiliano Tosin (allenatore di Simone Barlaam e Giulia Terzi):
Penso di avere vissuto i cinque minuti più incredibili della mia vita professionale. Sia per Giulia sia per Simone questa Paralimpiade era carica di significati anche dal punto di vista emotivo, che ho cercato di gestire insieme alla preparazione tecnica. Parigi ha rappresentato una tappa importante del percorso di vita di Simone bambino. Qui si è rialzato in piedi e ha scoperto tante sue passioni. Per me era doveroso dargli la possibilità di restituire a questa città tutto ciò che ha ricevuto, anche per questo abbiamo deciso di provare i 100 metri nella classe superiore e per poco non siamo arrivati al record del mondo. I 50 stile libero per lui significano tanto e volevamo questa vittoria con tutte le nostre forze. Ha iniziato bene con una batteria scintillante che trasmetteva buone sensazioni per il pomeriggio. 23 secondi e 9 decimi per scrivere un’altra storia pazzesca.
Altra vicenda incredibile quella di Giulia: quando ha avuto la bellissima notizia della gravidanza Parigi sembrava un traguardo impossibile, ma lei ha subito detto e scritto sui social che mi avrebbe chiesto di fare l’impossibile per portarla qui. E non per partecipare, ma per puntare a una medaglia. Oggi posso dire di avere mantenuto quella promessa e ne sono molto orgoglioso.
Matteo Poli (allenatore di Giulia Ghiretti):
Sono passate due ore dalla gare e ancora mi tremano le gambe. Sapevamo che Giulia stava bene, sapevamo di avere lavorato bene, consapevoli che l’argento di Tokyo ci stava un po’ stretto. Nell’ultimo anno molte cose si sono complicate e questo ci ha dato lo stimolo per tirare fuori qualcosa in più. I risultati delle batterie ci avevano un po’ preoccupato per il livello delle avversarie, infatti nel pomeriggio è stata battaglia fino all’ultimo centimetro. Il tempo non è stratosferico ma conta poco, l’importante era mettere la mano davanti. Qualcuno ha parlato di “miracolo sportivo”, io credo che questa medaglia d’oro sia il giusto coronamento di tanto lavoro e tanti sacrifici. Il fatto che tre atlete si siano giocate il titolo fino all’ultima bracciata dà la misura di quanto questa gara sia diventata competitiva. Giulia è stata bravissima nel mantenersi lucida e precisa fino all’ultimo centimetro. L’emozione è tanta, amplificata dalla consapevolezza delle difficoltà che l’atleta ha attraversato nell’ultimo anno e mezzo e per questo il titolo è ancora più meritato.
Tanya Vannini (allenatrice di Federico Bicelli):
È una grande gioia per me ma soprattutto per Federico, che si è allenato con grande impegno e ha sacrificato tanto cose per arrivare a questo risultato. Sono molto contenta per lui, mi ha veramente commosso.
COMMENTO AL GIORNO 4