Il programma di oggi ci ha costretto a giocare in difesa. Comunque raccogliamo due secondi posti che potrebbero rivelarsi essenziali alla fine dei Giochi.
Carlotta Gilli nei 400 stile libero aveva un'avversaria temibile: la strategia era quella di rimanere a contatto con Chalmers per sfruttare eventuali cedimenti che però non ci sono stati, anzi: la statunitense ha acquisito sicurezza nel procedere della gara ed è rimasta sempre davanti. Rimane forse un po' di rammarico per un oro che era comunque nelle possibilità della nostra atleta, ma confermare l'argento di Tokyo è comunque un grande risultato e la Paralimpiade di Carlotta non è ancora terminata.
Francesco Bettella è uno di quegli atleti per i quali si fatica a trovare aggettivi: un atleta eterno, che conquista una medaglia d'argento con una fantastica progressione, in una classe sportiva - la S1 - molto significativa per il nuoto paralimpico, perché mostra come indipendentemente dalle condizioni di partenza il percorso che porta a questi livelli è fatto di determinazione e sacrificio.
Xenia Palazzo ha ottenuto un buon risultato cronometrico in una gara che non è certamente la sua preferita e nella quale ha incrociato avversarie veramente molto forti.
Dopo Federico Cristiani, fuori dal podio per un centesimo, è toccato ad Angela Procida veder sfuggire il bronzo per un soffio. Per Angela c'è un po' più di rammarico perché i tempi delle batterie l'avevano certamente candidata a una medaglia. La nostra atleta si è fatta un po' prendere dall'emozione e ha cercato di aumentare la frequenza di bracciata compromettendo l'assetto in acqua, che nelle classi basse è un elemento tecnico determinante. La Paralimpiade di Angela si conclude comunque in modo più che soddisfacente.