Parigi 2024, la sintesi di Roberto Valori

Archiviate le 37 medaglie dei Giochi Paralimpici di Parigi è già tempo di guardare avanti. Incontriamo il Presidente FINP Roberto Valori per le ultime considerazioni sulla spedizione francese.

Presidente, che effetto fa essere alla guida della Federazione più medagliata di sempre nella storia dello sport, non solo paralimpico, italiano?

È davvero una bella sensazione. Siamo reduci da una Paralimpiade straordinaria, conclusa con una bella cerimonia di chiusura e un piacevole raduno a Casa Italia nel corso del quale la nostra Federazione ha ricevuto innumerevoli attestati di stima e il riconoscimento del ruolo di guida del movimento paralimpico italiano.
Questo senza nulla togliere ad altre Federazioni che non possono naturalmente ambire agli stessi numeri in termini di medaglie. Noi ne abbiamo vinte 37 ma avendo a disposizione 140 eventi.

A cosa si può attribuire il successo del nuoto paralimpico azzurro?

Come si spiega questo successo? Ci sono naturalmente molti fattori, credo il fattore centrale sia la continua, costante e proficua collaborazione fra società, tecnici societari e tecnici federali.
Mi sembra anche interessante osservare che tutte o quasi le prime dieci nazioni del medagliere gestiscono il nuoto olimpico e paralimpico nell’ambito di un’unica Federazione o comunque un unico organismo sportivo: siamo quindi riusciti ad eccellere con una struttura e risorse molto limitate rispetto alla concorrenza. Poi, come già ho detto ma ci tengo a ripetere, le nostre ragazze e ragazzi ci hanno abituato bene al punto che certi risultati si danno per scontati, ma arrivare davanti a colossi come USA e Australia, a poche medaglie di distanza da Cina e Gran Bretagna è davvero qualcosa di enorme.

Prima di tirare il fiato per poi rimettersi a testa bassa a lavorare per il prossimo quadriennio, c’è qualche ulteriore considerazione che vuoi condividere?

Ho molto apprezzato la scelta del CIP di valorizzare, anche su sollecitazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i quarti posti conquistati a Parigi, affidando a due di questi atleti l’onore di portare la bandiera durante la cerimonia di chiusura, con la scelta per la rappresentante femminile ricaduta sulla nostra Domiziana Mecenate.
Per il resto, confermo che da domani si inizia a lavorare per Los Angeles 2028 secondo le linee guida esaustivamente esposte dal Direttore Tecnico Riccardo Vernole e per ampliare sempre di più i numeri di questo nostro straordinario movimento. Numeri per le quali non posso che ringraziare ancora atleti, tecnici e dirigenti societari e tutto lo staff federale.

(intervista a cura di Nuoto Punto Com)