Parigi 2024, il commento del Presidente Roberto Valori

Nella Défense Arena non si erano ancora spenti gli echi dell'Inno di Mameli che ha risuonato durante la premiazione dell'ultima gara del programma paralimpico, la staffetta 4x100 stile libero mixed vinta a suon di record del mondo da Stefano Raimondi, Giulia Terzi, Xenia Palazzo, Simone Barlaam, che il Presidente FINP Roberto Valori ha voluto condividere a caldo le sue impressioni:

Con una staffetta meravigliosa e con un record del mondo si conclude una Paralimpiade superlativa per il nuoto paralimpico italiano. Sedici medaglie d'oro, sei argenti, quindici bronzi: trentasette medaglie, più della metà di tutta la spedizione azzurra alle Paralimpiadi di Parigi, ai quali vanno aggiunti tredici quarti posti, spesso sul filo dei centesimi, e una presenza uniforme nelle finali di tutti gli stili, distanze e classi: una squadra profonda, con numerose eccellenze e la capacità di rinnovarsi. La squadra che è scesa in acqua fra le corsie della Défense Arena è un mix di veterani, atleti d'élite e giovani talenti che tutto il mondo ci invidia.

L'unico difetto di queste ragazze e ragazzi è di averci abituato troppo bene, e dopo Tokyo Madeira e Manchester si rischia di dare per scontato quello che è un autentico miracolo sportivo: terzi nel medagliere dietro a due corazzate come Cina e Gran Bretagna e davanti a Stati Uniti, Australia e altri paesi che possono contare su una base enormemente più ampia della nostra. 

L'ingrediente principale di questo successo è un tessuto di società sempre più esteso e ramificato su tutto il territorio nazionale, che danno fiducia a centinaia di tecnici preparati ed aggiornati. 

Il nostro ruolo come Federazione è quello di coordinare il lavoro di tecnici e società all'interno di un progetto di lungo respiro fatto di corsi di formazione, allenamenti collegiali, comunicazione per far sì che i successi dei campioni di oggi incentivino l'ampliamento dell'attività di base dalla quale arriveranno i campioni di domani, in un circolo virtuoso che porti da un lato sempre più ragazzi e ragazze con disabilità a inserire lo sport nel loro progetto di vita, dall'altro ad attirare il grande pubblico verso un'attività che, come le vicende di questi giorni stanno dimostrando, è a tutto gli effetti sport di altissimo livello.

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