(PH Bizzi/Finp)
C’era una volta la legge dei numeri, quella secondo cui a ranghi ridotti si parte inevitabilmente svantaggiati. Poi c’è l’Italia del nuoto paralimpico, una squadra capace di ribaltare ogni pronostico e di firmare in Turchia un’impresa destinata a rimanere negli annali. Con soli 24 atleti al via — a fronte dei 40 dell'Ucraina e dei 65 della corazzata russa, tornata a gareggiare con la propria bandiera e il proprio inno dopo anni di stop — la delegazione azzurra conquista un clamoroso secondo posto nel medagliere finale con ben 29 medaglie d'oro, piazzandosi subito dietro alla Russia (33 ori) e davanti all'Ucraina (25 ori).
Un risultato straordinario reso ancora più incredibile dai numeri individuali: 23 atleti su 24 sono saliti almeno una volta sul podio. Il tutto dovendo fare i conti con un colpo durissimo incassato proprio alla vigilia delle gare, quando una sfortunata e avversa riclassificazione funzionale ha impedito a Gabriele Lorenzo di scendere in vasca per difendere i due ori mondiali conquistati a Singapore.
La forza del gruppo e le parole del CT
Nonostante le defezioni e l'amarezza per Lorenzo, gli azzurri hanno tirato fuori un orgoglio smisurato, trasformando la pressione in pura energia competitiva.
«Abbiamo avuto delle assenze importanti — ha dichiarato a caldo il Coordinatore Tecnico Roberto Bonanni — e nonostante tutto non ho mai visto un’Italia così coesa, motivata e mai doma.
Sono davvero onorato di guidare questi ragazzi meravigliosi e un grande staff tecnico. Nessuno mai può vincere da solo: si vince tutti insieme ognuno nel proprio ruolo e con la propria competenza, per lo stesso traguardo e la stessa finalità ».
Il CT ha poi voluto spalancare una finestra sul futuro, evidenziando come la strategia della federazione stia già dando i risultati sperati:
«Gli innesti dei giovani, già dalla precedente stagione e soprattutto in questo Europeo, stanno dando i frutti sperati. Questo ci fa ben sperare per il percorso intrapreso, che ci porterà prima ai Mondiali del prossimo anno e poi dritti a Los Angeles per le Paralimpiadi del 2028».
Trionfi individuali: Boggioni e Barlaam cannibali in vasca.
Se il collettivo è stato la vera arma segreta, le prestazioni individuali hanno toccato vette di assoluta eccellenza mondiale. Bonanni ha voluto tributare un plauso speciale alle stelle che hanno illuminato la piscina turca:
Monica Boggioni: Regina indiscussa della spedizione con un bottino incredibile di 8 medaglie.
Simone Barlaam: Autore di 7 medaglie, compreso un oro nei 100 stile libero conquistato con una gara magistrale, chiusa ad appena 4 centesimi dal suo stesso record del mondo.
Carlotta Gilli e Xenia Francesca Palazzo: Pilastri della squadra, capaci di mettersi al collo 6 medaglie ciascuna.
Un plauso alla macchina organizzativa e al Presidente Riccobello
Nel bilancio trionfale del CT non c'è spazio solo per chi va in vasca, ma anche per l'imponente lavoro svolto dietro le quinte. Dagli specialisti del supporto tecnico nazionale fino allo staff medico e fisioterapico, passando per chi ha lavorato alacremente dalla sede di Roma.
Un merito enorme e sentito è stato tributato al Presidente della FINP, Franco Riccobello: «Un uomo che nella storia del nuoto paralimpico ha ricoperto tutti i ruoli — dal CT della nazionale, a Segretario Generale, fino all'attuale presidenza — sempre presente in tribuna a fare il tifo per i suoi atleti. Un vero esempio per tutta la federazione».
Gran finale da brividi: l'Inno di Mameli chiude la manifestazione continentale
Il Campionato Europeo non poteva chiedere un finale più emozionante. A far calare il sipario sulla manifestazione continentale è stata la spettacolare staffetta 4x100 stile libero P34, che ha conquistato l'ultimo oro della competizione tingendo d'azzurro la vasca. Un trionfo che ha fatto scattare in piedi tutta la delegazione italiana, stretta in un abbraccio liberatorio per cantare a squarciagola l'Inno di Mameli. L'Italia del nuoto paralimpico non finisce di stupire: il viaggio verso Los Angeles 2028 è iniziato nel migliore dei modi.
