(di M. Ghizzota)
Intervista al Responsabile Tecnico Nazionale Finp Allocco Vincenzo
Mi parli della tua attività in Finp?
La mia attività ha avuto inizio moltissimi anni fa, per la precisione nel 2000, quando è cominciata la mia attività federale. Tuttavia, ancor prima di questo periodo, ricoprivo il ruolo di allenatore in un contesto societario, focalizzato sempre nell'ambito paralimpico. I primi contatti con la federazione risalgono alla 2000/2001, e da allora ho proseguito seguendo l'evolversi della nostra storia, che si è sviluppata fino a diventare la storia moderna a partire dal 2008 o 2009, quando abbiamo intrapreso questa esperienza. Quindi, posso definirmi tra I più "anziani", per esperienza, all'interno della nazionale paralimpica. Ero già Franco Riccobello e poi Silvano Bisleri.
Valore e importanza delle Academy Finp.
La creazione delle Academy è stata una scelta obbligata e responsabile per chi guarda al futuro per lo sviluppo del movimento paralimpico. Nonostante i successi della prima squadra, che di per se potrebbero favorire lo sviluppo del settore, l'Academy sono importanti per monitorare e tenere sotto osservazione i giovani in un contesto di svolgimento simile a quello della prima Squadra. Raduni, allenamenti, incontri tecnici, video analisi, condizioni di trattamento per giovani simili a quelle dei campioni. Questa organizzazione si è rilevata un valido strumento formativo. Nell' ambito dell'Academy si condividono strategie, scelte, percorsi utili per la crescita agonistica dei giovani. Il confronto tecnico con gli allenatori, l' utilizzo di nuove tecniche di analisi, osservazione e valutazione stimolano i giovani, che si sentono osservati, curati e spinti ad emulare l'eccellenza. Si crea Cultura di Nazionale. Alla fine, molti di loro diventeranno parte della prima squadra, magari già ai Giochi del 2028.
In che modo hai visto evolvere il programma del nuoto paralimpico durante il tuo incarico?
In veste di membro attivo dello staff tecnico della squadra nazionale di nuoto paralimpico, ho contribuito a ridefinire l'immagine e la cultura avvincente del paralimpico. Collaborando con altre figure chiave, abbiamo onorato la composizione dello staff tecnico, costruendo nel tempo una struttura agonistica di spicco per la Federazione. Durante questo periodo, si è assistito a una trasformazione notevole nell'approccio al nuoto paralimpico, creando un modello italiano di eccellenza riconosciuto a livello mondiale. Le qualità distintive del nostro staff sono state dedizione, passione, competenza e scrupolosità.
Oltre alla gestione tecnica e agonistica, lo staff ha affrontato trasversalmente tutte le sfaccettature organizzative necessarie a supportare l'attività agonistica. Non ci siamo limitati a identificare talenti o atleti competitivi, ma abbiamo anche gestito con attenzione gli aspetti qualificativi delle organizzazioni e delle competizioni, contribuendo a cambiare radicalmente l'immagine e il valore sportivo del nuoto paralimpico italiano. Personalmente, nel 2004, ho proposto e organizzato il primo collegiale precompetizioni paralimpiche, un'iniziativa che ha segnato l'inizio di un modello di funzionamento efficace per le partecipazioni alle competizioni, culminando nelle Paralimpiadi di Atene 2004.
Poi se per programma ci riferiamo all'elenco delle competizioni, allora anche qui ce da dire che tanto è cresciuto. Ricordo le tante presenze di atleti della nazionale in diverse manifestazioni anche della FIN come " esibizione". Era l'epoca dove c'era bisogno di farsi vedere per mostrare la realtà del nuoto paralimpico ma allo stesso tempo i primi eventi di Nuoto integrato Atleti olimpici con o nostri paralimpici. Tempo fa, il nostro programma si limitava a un numero esiguo di gare a livello nazionale, con il campionato italiano di società come unico evento rilevante. Il contributo dello staff è stato cruciale, abbiamo introdotto nuove competizioni, creando così numerose opportunità di crescita per gli atleti.
Oggi, la nostra federazione organizza con successo manifestazioni di valore regionale e nazionale, riconosciute anche a livello internazionale IPC. Nel nostro programma competitivo federale, si includono campionati italiani invernali, tappa molto apprezzata della Coppa del Mondo con partecipazione di squadre straniere, il campionato di società, i tornei assoluti e giovanili e il trofeo "Futuri Campioni". Quest'ultimo è stato un'iniziativa che ha coinvolto numerosi giovani italiani, offrendo loro opportunità di confronto che prima non esistevano anche oggi assistiamo a manifestazioni Integrate, FINP e FIN ma adesso non più come 'esibizione'.
Oggi per ammirare gli atleti paralimpici e il Sette Colli ne è la prova manifestazione Internazionale di Nuoto FIN che vede la partecipazione di atleti paralimpici Tutto questo è stato possibile grazie al supporto straordinario dello staff tecnico Il coinvolgimento di Riccardo nel gruppo di lavoro del WPS Competition Pathway è un ulteriore riconoscimento delle realizzazioni della nostra nazionale. Il contributo storico che abbiamo apportato non può essere negato, soprattutto considerando la fiducia raggiunta in un lasso di tempo così breve. Abbiamo investito nella qualificazione professionale dello staff, garantendo così condizioni ottimali per la partecipazione e il confronto degli atleti. Questo investimento ha, senza dubbio, influito positivamente sui risultati ottenuti.
Come vedi l’anno 2024, che sarà molto importante con europei e paralimpiadi?
Prima di pensare al 2024 in termini di risultati, dobbiamo aspettarci che ci sia un'armonia tra i tecnici e le società, che negli anni sono diventati sempre più qualificati. Dai tecnici di estrazione paralimpica all'inserimento di quelli provenienti dalla FIN, la missione e il risultato che ci attendiamo sono un rapporto stretto di condivisione e collaborazione con le società paralimpiche e olimpiche, per sostenere l'attività federale come punto di forza per avvicinare talenti e promuovere l'attività. È inevitabile la specializzazione dei tecnici per il paralimpico, ma molti tecnici non specializzati si sono comunque avvicinati, arricchendo il know-how, coinvolgendo anche gli atleti stessi e l'intero gruppo paralimpico.
Se questa collaborazione diventa più funzionale e strutturata, abbiamo la possibilità di annoverare sempre più atleti con competenze tecniche e agonistiche migliori rispetto a quelli del passato. Per il 2024, sarà una sfida impegnativa, l'anno della conferma e della consacrazione. Veniamo da tre edizioni di Mondiali che ci hanno visti primi e da Campionati Europei con risultati più che positivi. Parigi 2024 rappresenta una consacrazione per far riconoscere in modo definitivo il valore della squadra.
Può esserci un colpo di fortuna, ma vincere e confermarsi non dipende solo dalla fortuna, ma dalle capacità organizzative, di programmazione, di esecuzione e di ideazione che lo staff ha dimostrato di possedere. Nel nostro staff, c'è una differenziazione di competenze specialistiche che derivano da una formazione di base condivisa, e questo rappresenta il plus per la squadra italiana. Non sottovalutiamo nessun dettaglio. Ognuno introduce le proprie competenze che si fondono con quelle degli altri membri, evitando che niente e nessuno venga sottostimato, sottovalutato o trascurato.
Cosa puoi dirci riguardo ai talenti della squadra?
Abbiamo una squadra di talenti per lo stesso motivo con cui ti ho parlato di uno staff di talento. Vi spiego cosa intendo quando parlo della nostra squadra di talenti: in certi momenti, potremmo avere un atleta con grandi capacità, ma per vari motivi la sua condizione potrebbe non permettergli di eccellere. In quei momenti, abbiamo molti compagni di squadra e talenti che lo sostengono e gli stanno vicino, cercando di tirare fuori il meglio di sé durante le competizioni.
Alcuni atleti possono ricevere riconoscimenti pubblici, come la conquista di una medaglia, mentre altri partecipano alla competizione cercando di onorare la maglia che indossano con le proprie abilità. Le medaglie che vinciamo riconoscono questi talenti. Nel nostro ultimo campionato mondiale, alcuni atleti hanno affrontato difficoltà e ostacoli, non raggiungendo il podio ma avvicinandosi. È importante notare che in una manifestazione di questo tipo, un quarto posto rappresenta comunque un ottimo piazzamento.
Aggiungo che dai giovani riceviamo molte energie positive, sono determinati a mettersi in mostra. Stiamo cercando anche di creare uno strumento che riconosca ulteriormente il merito di questi giovani che si dedicano agli allenamenti durante tutto l'anno. A volte, purtroppo, devono confrontarsi con atleti eccezionali, il che rende difficile far emergere il loro valore. Tuttavia, è necessario un impegno costante per motivare i nostri giovani a perseguire il risultato tanto ambito.
In veste di membro attivo dello staff tecnico della squadra nazionale di nuoto paralimpico, ho contribuito a ridefinire l'immagine e la cultura avvincente del paralimpico. Collaborando con altre figure chiave, abbiamo onorato la composizione dello staff tecnico, costruendo nel tempo una struttura agonistica di spicco per la Federazione. Durante questo periodo, si è assistito a una trasformazione notevole nell'approccio al nuoto paralimpico, creando un modello italiano di eccellenza riconosciuto a livello mondiale. Le qualità distintive del nostro staff sono state dedizione, passione, competenza e scrupolosità.
Prima di pensare al 2024 in termini di risultati, dobbiamo aspettarci che ci sia un'armonia tra i tecnici e le società, che negli anni sono diventati sempre più qualificati. Dai tecnici di estrazione paralimpica all'inserimento di quelli provenienti dalla FIN, la missione e il risultato che ci attendiamo sono un rapporto stretto di condivisione e collaborazione con le società paralimpiche e olimpiche, per sostenere l'attività federale come punto di forza per avvicinare talenti e promuovere l'attività. È inevitabile la specializzazione dei tecnici per il paralimpico, ma molti tecnici non specializzati si sono comunque avvicinati, arricchendo il know-how, coinvolgendo anche gli atleti stessi e l'intero gruppo paralimpico.
Abbiamo una squadra di talenti per lo stesso motivo con cui ti ho parlato di uno staff di talento. Vi spiego cosa intendo quando parlo della nostra squadra di talenti: in certi momenti, potremmo avere un atleta con grandi capacità, ma per vari motivi la sua condizione potrebbe non permettergli di eccellere. In quei momenti, abbiamo molti compagni di squadra e talenti che lo sostengono e gli stanno vicino, cercando di tirare fuori il meglio di sé durante le competizioni.