Rubrica Finp: l' Atleta Paralimpico del mese di Maggio è ... Monica BOGGIONI !

L' avevamo preannunciata un'intervista "bis" per il Mese di Maggio, ed ora ecco a voi quella dedicata a... Monica BOGGIONI !

Tre Record Mondiali ai recenti Campionati Italiani Società l'hanno proiettata tra le stelle del nuoto Azzurro e adesso la nazionale italiana l'aspetta per i Mondiali in Messico.

Il nuoto fa parte della sua vita praticamente da sempre visto che ha iniziato a nuotare all'età di due anni ed è nel suo destino se si considera che tra le altre cose Monica Boggioni è nata nello stesso giorno di Federica Pellegrini, dieci anni dopo la divina, per lei un idolo che ha avuto la possibilità di incontrare al Trofeo Sette Colli del 2016 ed al Trofeo Città di Milano di quest'anno in cui Monica gareggiava come atleta paralimpica d'eccellenza.


La recente riclassificazione della sua disabilità avvenuta ad aprile che l'ha portata dalla classe S6 alla classe S4, ha stravolto il suo percorso nel nuoto paralimpico evolvendola da buona atleta che sapeva difendersi a livello nazionale, ad una punta di diamante a livello internazionale, soprattutto dopo i tre pesanti Record Mondiali infranti nei 50 dorso e 200 stile libero S4 e 50 rana SB3 ai recentissimi Campionati Italiani Società disputati a Lignano.

Insieme a Francesco Bettella di cui abbiamo parlato la settimana scorsa - clicca qui per leggere l'intervista - non poteva non essere inserita anche lei "L'atleta Paralimpico del Mese" nella Rubrica nata dall'idea di Giada Lorusso, responsabile Stampa e il Media Partner FINP e la testata giornalistica online Swim4Life Magazine.

L'atleta allenata da Guy Soffientini e Barbara Bellingeri tesserata per l'AICS Pavia Nuoto frequenta l'ultimo anno di Liceo Classico e tra due settimane dovrà sostenere l'Esame di Maturità, dopodichè intraprenderà il percorso di studi all'Università di Pavia per il corso triennale di Biotecnologie, al quale seguirà la specializzazione in Genetica.

La 18enne aveva già deciso quello questo percorso universitario già diversi anni fa, appassionata da una ricerca di genetica fatta in terza media e spinta dal desiderio di voler trovare una cura per chi soffre della sua stessa patologia che ad oggi non è ancora ben conosciuta e compresa.


Monica è nata infatti con una sofferenza cerebrale che da sempre le causa una diplegia spastica agli arti inferiori. Ha fatto due interventi, uno a 5 anni e uno 15 anni e circa due anni dopo ha iniziato ad avere problemi anche alle braccia, inizialmente solo al destro e poi anche al sinistro, che sono andati peggiorando nel tempo. Da esami specialistici, risulta in seguito che la ragazza soffre di una distonia con aggravamenti neoclonici, unita alla diplegia spastica agli arti inferiori, qualcosa di cui si sa ancora molto poco e per cui non si conosce ancora causa ed evoluzione della patologia.


Questo non la limita in nulla, perché vive la sua vita a 360 gradi: le piace vivere nella sua Pavia, città a misura d'uomo che come dice lei è molto bella proprio per questo, le piace essere acculturata e studiare, uscire con gli amici, ascoltare musica e stare insieme ai bambini, ma le piace anche viaggiare e dopo aver visto Londra, la Grecia e la Spagna, sta inoltrando proprio in questi giorni le pratiche per avere il rilascio del Passaporto che le servirà per entrare in Messico che rappresenterà per lei il primo viaggio intercontinentale.


Sarà anche la prima esperienza in Azzurro per la Boggioni che non nasconde la sua emozione che però non sembra intaccare la sua determinazione.


"Sono molto eccitata a pensare che farò i Mondiali, sia perché mi piace tantissimo l'idea che vedrò un posto nuovo visto che mi piace molto viaggiare, sia perché mi piace tanto l'idea che rappresenterò l'Italia che è il mio Paese. Però mi sento pronta!".


Avevi mai pensato di poter fare un Mondiale?


"Ammetto che è sempre stato un mio sogno. Penso che qualsiasi atleta competa con il sogno di fare qualcosa di importante e magari arrivare a far parte un giorno della nazionale. Pensavo che il mio percorso fosse un po' più graduale e non mi aspettavo certamente di fare i Mondiali in Messico quest'anno, ma ci speravo di arrivare tra le fila Azzurre prima o poi".

Quando hai iniziato a nuotare a livello agonistico?


"Ho iniziato il mio percorso agonistico nel nuoto paralimpico nel 2013, quando dopo che DavideBellingeri fondò la sezione paralimpica nella AICS Pavia Nuoto attraverso il progetto "Nuota con noi" che puntava a creare una squadra provinciale con atleti di disabilità fisica e visiva. Un giorno sua figlia Giulia Bellingeri, atleta e mia compagna di allenamenti, mi propose di fare gare e per me fu la realizzazione di un sogno! ".

" Con Giulia ho un rapporto bellissimo ed un'amicizia molto forte. La ringrazierò a vita, così come suo padre, perché senza loro non sarei dove sono adesso. Non sapevo nemmeno di poter avere la possibilità di competere in un settore paralimpico".


E dopo quattro anni sei addirittura riuscita a guadagnarti un Mondiale


"Si e sembra tutto così incredibile e grande da non essere vero ed è così bello che non so definire le mie emozioni a prole".


Quando hai fatto la riclassificazione ti aspettavi di essere abbassata di due classi di disabilità?


"Sinceramente rispetto alla prima classificazione sentivo di avere avuto un peggioramento alle braccia. Avevo già notato ad esempio che a scuola facevo più fatica a scrivere e muovere il braccio, ma da qui ad essere abbassata addirittura di due classi, non lo immaginavo assolutamente. Devo dire però che dalla visita di classificazione mi sono resa conto che nella prova a secco non riuscivo praticamente a far nulla, tanto è vero che da quella risultavo una classe S1. In acqua invece riesco ancora a sentirmi meglio, forse perché nuoto da quando avevo due anni ed il mio cervello ha ormai meccanizzato certi movimenti e alla fine sono stata definita una S4. L'abbassamento della classe è significativa di un peggioramento fisico, quindi non posso dire certamente di essere stata contenta della cosa, ma almeno mi ha aperto nuovi orizzonti a livello sportivo".


Come è entrato a far parte il nuoto della tua vita?


"Ho iniziato a nuotare per motivi di salute e poi quando a cinque anni i medici hanno riscontrato che mi dava giovamento, ho proseguito senza mai fermarmi, facendo corsi di nuoto e poi nuoto a livello agonistico".


Come ti vedi per i Mondiali in Messico?
"Non voglio pensare tanto al risultato che potrò fare nelle mie gare, ma all'esperienza che farò in generale visto che sarà la mia primissima volta a livello internazionale. L'unica esperienza all'estero che farò prima del Messico sarà il meeting internazionale di Berlino a luglio. Sarà importante gestire bene tutte le emozioni che saranno tante perché non sarà una gara da poco e le dovrò trasformare in adrenalina per fare bene. A livello puramente sportivo spero comunque di divertirmi e riuscire a dare il massimo".

Generalmente come ti trovi nelle situazioni che ti mettono a dura prova a livello emotivo?


"Di solito quando sono agitata per l'emozione che sto provando, cerco di chiudere gli occhi, pensare a tutti i lati postivi e negativi di quello che sto affrontando e poi pensare a come posso risolvere gli aspetti negativi e come rafforzare quelli positivi, in modo tale che prendano il sopravvento su quelli negativi. Io penso che nello sport, come nella vita, non è importante partecipare ma vincere e con vincere non intendo mettersi una medaglia al collo, ma uscire dalla vasca soddisfatti di aver dato tutto se stessi, senza rimorsi per non aver dato il massimo. Anche un Record del Mondo può essere una sconfitta se non hai dato tutto quello che hai. Se poi dare il massimo può significare vincere una medaglia, allora ben venga".


Sembri molto preparata quindi, sia a livello psicologico che a livello tecnico visti i tre record del mondo con i quali ti presenterai in Messico. Il fatto che la competizione si svolgerà a fine ottobre invece ti preoccupa?


"Per me va benissimo così perché due giorni prima della partenza per il Messico avrò i test di ingresso all'Università. Perderò la prima settimana di universitaria ma non essendoci la frequenza obbligatoria non avrò problemi".

Stai dicendo praticamente che al rientro dai Mondiali non avrai nemmeno il tempo di metabolizzare ciò che avrai fatto perché dovrai rimetterti subito in carreggiata con gli studi?


" È proprio così, rientrata dal Messico dovrò mettermi sotto per recuperare il terreno perso in partenza, ma questo non mi preoccupa affatto".


Ad ottobre cambierai prospettiva perché fino a poco tempo fa hai seguito Mondiali e Paralimpiadi da casa, mentre adesso sarai una degli Azzurri ai blocchi di partenza. Cosa cambia?


"Sicuramente mi sono emozionata tantissimo quando ho sentito suonare l'inno italiano, ad esempio per la premiazione di Morlacchi nei 200 misti. Mi ha emozionata molto anche la medaglia di bronzo di Giulia Ghiretti nei 50 farfalla, ma anche le vittorie di altri atleti in altri sport. Non nascondo che sognavo ad occhi aperti pensando ad un ipotetico futuro che vedeva anche me tra gli Azzurri e oggi sono riuscita a realizzare quel sogno. Vediamo adesso se riuscirò a realizzare qualche altro sogno".