Mondiali Londra: straripante Barlaam, medaglia d'oro e record del mondo nei 100 dorso

Dopo l'oro ed il record del mondo di ieri nei 100 stile libero (54"10), Simone Barlaam (Polha Varese) torna a comandare in vasca. All'Aquatics Centre di Londra compie l'impresa, con il tempo di 1'01"22 conquista l'oro e fissa il nuovo primato mondiale


Stasera sono all’ottavo cielo, dopo la gara di questa mattina non pensavo di arrivare nemmeno al podio e invece... l’ho spuntata". Queste le prime battute a caldo di Simone Barlaam a Elisabetta Caporale in zona mista. " E’stato un anno difficilissimo, - prosegue il campione mondiale - soprattutto perchè ho sostenuto l'esame la maturità. Raccogliere questi risultati è davvero appagante. Il mio segreto?Allenarsi intensamente, stare sull’obiettivo e divertirsi il giusto. Questa è mia ricetta".

L'INTERVISTA

(F.C)

Non c’è nulla che si improvvisi, nulla che arrivi per caso, nulla regalato dalla fortuna. Una cosa così - una gara perfetta: la medaglia d’oro, il record del mondo - la si prepara, la si sogna, la si costruisce, la si vive. Simone Barlaam sorride e ha mille motivi per farlo, Simone Barlaam sorride mentre parla e racconta. <Perché Londra è magia, Londra è mondo, Londra è il casino più bello che ci sia: quello dei miei genitori, arrivati qui e non si sarebbero persi il mio Mondiale per nessun motivo>. E forse è proprio quello sguardo, lo sguardo della sua famiglia, che Simone ha cercato dopo aver toccato il bordo di quella piscina e insieme la cima del mondo. <Pensate che mamma e papà avevano preso i biglietti per la Malesia, e due giorni dopo hanno spostato la sede dei Mondiali qui a Londra. Alla fine hanno deciso di andare comunque in Malesia per una vacanza, e poi sono venuti qui: loro ci sono sempre, con una vicinanza che annulla le distanze anche con le esigenze lavorative di una famiglia che vive in giro per il mondo>.

Vicinanza, ecco la parola che spiega tutto: la vicinanza di una famiglia (anzi di due), la vicinanza degli amici e dei compagni. <Due famiglie - racconta Barlaam - perché ho fatto il quarto anno del liceo in Australia, a Castle Hill vicino a Sidney: lì ho una seconda famiglia alla quale sono legatissimo e che ora, spero prestissimo, tornerò a trovare. E poi, i compagni: perché noi prima di essere una Nazionale siamo un gruppo di amici, amici veri>. Ecco, quella che pare essere una frase fatta e che invece è la realtà più vera, una realtà che capisci in pieno una volta che hai la fortuna di passare qualche giorno con questi ragazzi. <Vi inviterei ad uno dei nostri raduni, a uno dei nostri ritiri, a una delle nostre gare: tocchereste con mano quello che c’è, quello che tra noi si è creato. E capireste che no, il nuoto non è uno sport individuale come tutti pensano: il nuoto è uno sport di squadra, anzi è uno sport di famiglia>.

E a proposito di parole, eccone una che torna spesso e spesso si ripete: la parola famiglia. <E già, perché in realtà ce n’è una terza di famiglia: quella della PolHa, qui a Londra siamo in tanti e il nostro spirito di squadra è fortissimo. Cementato. Questo, questi rapporti, questi legami: ecco cosa mi ha dato il nuoto, prima delle medaglie e dei record>.

Intanto, però, il record e la medaglia sono arrivati: <Nel teatro più bello, in un Paese che ha una cultura Paralimpica avanti anni luce rispetto a tutti gli altri: l’Inghilterra ha da insegnare, in termini di seguito e di normalità. Gli atleti paralimpici qui sono delle celebrità, sono dei testimonial, sono dei portatori di valori e e di messaggi positivi e forti. Basta guardarsi attorno, basta prendere la “Tube” (la metropolitana londinese ndr) e vedere tutte le stazioni tappezzate con i volti degli atleti inglesi e lo slogan “Venite ad ammirare l’impossibile”. Loro l’hanno capito, loro hanno capito tutto più degli altri e prima degli altri: su Channel 4 ci sono tutte le gare in diretta, la gente ha fatto la fila per comprare i biglietti, nessuno si sognerebbe mai di guardare un atleta paralimpico con compassione. No, qui un atleta paralimpico è un atleta: e basta>.