Mondiali Londra, day 3: un bronzo e tanta emozione per Angela Procida

Se puoi sognarlo, puoi farlo”. Questo il motto dell’azzurra Angela Procida (Nuotatori Campani), debuttante a questi Campionati del Mondo qui all’Aquatics Centre di Londra.

La giovane atleta apre il pomeriggio di finali con un’emozionante medaglia di bronzo nella gara dei 100 dorso S2, il crono di 2’42”71 le vale anche il primato italiano. Oro al Singapore con l’atleta Yip Pin Xiu (2’18”61), argento invece alla Spagna con Van Wyck Smart Aly (2’39”27).

“Questo è il mio primo mondiale, so bene che non è una cosa da tutti giorni, questo è solo l’inizio del lungo lavoro che avrò da fare. Ho dato tutta me stessa in gara, ma dietro questo successo ci sono allenamenti e sacrifici ed è per questo che vorrei dedicare questo bronzo alla mia mamma, perchè è solo grazie a lei se oggi sono qui. Salire sul podio con la medaglia al collo è stata la cosa più emozionante della mia vita”.

L'INTERVISTA

(F.C.)

<Nella vita di una persona, c’è un solo limite che non si può superare: ed è il tempo che si ha a disposizione>. Quando una ragazza di 18 anni tira fuori una cosa del genere, guardandoti serena negli occhi e con addosso un mezzo sorriso, capisci subito che hai di fronte qualcosa di speciale. Angela Procida è giovane anche se a sentirla non si direbbe, Angela Procida è una ragazza che non ha paura di affrontare quello che la vita le ha messo davanti, Angela Procida è un’anima bella: una di quelle anime belle che il ct Riccardo Vernole ha deciso di portare ai Mondiali di Londra. Perché oltre ad essere un’anima bella, Angela Procida nuota fortissimo.

<Io però - dice Angela - non mi aspettavo di essere qui: è la mia prima volta con la Nazionale maggiore ed è come un grande sogno che si fa reale. La cosa bella è che non ho aspettative, non immagino risultati: la vita è fatta di limiti da superare, quindi vediamo cosa succede>.

Eccola, una di quelle persone che staresti ad ascoltare per ore: perché c’è sempre la sensazione di portarsi a casa qualcosa. <Il nuoto? Il nuoto è libertà, e la sedia a rotelle resta fuori dalla piscina insieme ai pensieri e ai problemi. L’acqua è un’amica, un elemento da gestire e mai da combattere: qualcosa che ha sempre il potere di farmi stare bene. Il nuoto è uno sport meraviglioso perché un nuotatore non ha bisogno di nulla, bastano un costume e una cuffia. Il nuoto è uno sport meraviglioso perché annulla tutto, cancella le differenze: le disabilità, il colore della pelle, le razze. Il nuoto è uno sport meraviglioso perché non muore mai: ricordo di aver visto, qualche mese fa, un documentario dalla Siria. C’erano questi bambini che vivevano sotto le bombe, non avevano nulla: ma c’era una piscina, rimasta intatta. E quella piscina era diventata la loro ragione di vita, il nuoto una parvenza di normalità, l’acqua un posto sicuro>.

La vita, la vita di Angela. <Sto seduta su una carrozzina, dopo un incidente capitato quando avevo cinque anni. Non ricordo un giorno della mia vita in cui mi sia pianta addosso, e so di dire una cosa forte: se non avessi avuto quell’incidente, non sarei l’Angela che sono ora. Se non avessi avuto quell’incidente non avrei conosciuto Francesco, la persona che sta al mio fianco da quasi tre anni. Se è capitato a me, è perché io potevo superarlo>.

Angela e il nuoto, allora: <L’acqua mi è sempre piaciuta, ma diciamo che la mia storia d’amore con il nuoto è iniziata cinque anni fa, a Portici, grazie a Enzo Allocco che era ed è il mio allenatore. Non pensavo alla Nazionale, non pensavo ai Mondiali, non pensavo a nulla: almeno, non ci pensavo io. Mia mamma, invece, dopo aver visto le Paralimpiadi di Londra 2012 sapeva già tutto e aveva capito che un giorno ci sarei stata anch’io. Sta avendo ragione, che dite?>. Sta avendo ragione, eccome: <Vestire la maglia azzurra è bello, bello davvero: ed è una cosa che ho iniziato a sognare quando mi sono accorta che il nuoto stava diventando qualcosa di importante. C’è un momento preciso, un momento in cui ho capito: nel 2015 ho fatto il record assoluto nella ma categoria, e mi sono svegliata da un sonno profondo. Quando ho capito che il sogno si stava realizzando? Quando mi hanno mandato il kit della Nazionale con la mia cuffia, quella con il mio nome scritto sopra. Mia mamma qualche anno prima voleva regalarmi la cuffia con la scritta Procida: le vendono, si possono personalizzare. Ma io le dissi di no, che non la volevo: me l’avrebbero dovuta dare, azzurra>.

E questa mamma, allora, dobbiamo conoscerla. <Mamma Sandra, lei e la mia squadra di cinque donne una più forte dell’altra: perché io vivo con mamma, con mia sorella, mia zia e mia cugina. Siamo splendide, insieme. E se mi chiedete quale sia la persona più importante della mia vita mi viene da rispondere che è Francesco, il mio fidanzato, ma che la mamma è sempre la mamma e non si discute. E che noi cinque donne, tutte insieme, siamo una forza della natura>