Cosa ha influito di più nella crescita del movimento natatorio Paralimpico Italiano?
In tutti questi anni c’è stata una crescita di tutta la Federazione, che va ben oltre i risultati della Nazionale maggiore. Ciò che più ha influito è stata la formazione di tecnici e la cura di tutti quei particolari necessari per far evolvere il nostro mondo. La crescita è data dall‘aver fatto ben comprendere sul territorio che il nostro sport è puro e semplice agonismo, con tutte le sue implicazioni. Non intendo l’esasperazione dello stesso ma come concetto di impegno e applicazione, solo così si possono ottenere risultati migliori. Per raggiungere determinati obiettivi c’è bisogno di allenatori preparati e tecnologie adeguate al fine di conoscere sempre meglio gli atleti e i loro margini di miglioramento. Ora i livelli sono altissimi con tempi difficili da battere e, per lavorare su questo, organizziamo raduni specifici (a gennaio saremo a Lanzarote con la Nazionale maggiore). Il duro lavoro della Federazione ha permesso di ottenere dei risultati straordinari, i quali hanno polarizzato l’'interesse televisivo della Rai che ha ripreso le nostre gare. Tanti italiani hanno potuto gioire, davanti alla televisione, nel vedere le imprese dei nostri campioni soprattutto dai Mondiali di Londra 2019 fino alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, un periodo storico che rappresenta una testimonianza tangibile del nostro impegno e della crescita notevole che stiamo vivendo come movimento sportivo.
Come procede il progetto delle Academy Finp?
Quest’anno abbiamo intrapreso il percorso delle Academy Finp, a cui hanno partecipato più di 40 ragazzi, i quali si sono distinti durante l’anno con riscontri cronometrici interessanti in prospettiva. Durante tali Academy, arrivate alla terza edizione, si cerca di creare la mentalità giusta affinché i giovani atleti coinvolti possano ambire a diventare atleti di livello. Il prossimo anno sarà molto impegnativo e ci saranno altre Academy che rappresentano la fonte futura da cui attingere atleti per le varie Nazionali. Così facendo stiamo già cercando di formare, sicuramente insieme agli allenatori di club, giovani atleti in previsione dei prossimi Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Ci sono molti talenti, negli ultimi due anni sono venuti fuori giovani molto interessanti allenati da coach esperti con cui siamo sempre in contatto per seguirne il loro percorso. Abbiamo una base che ultimamente si è allargata parecchio con alcuni atleti che si allenano anche con squadre Fin.
Hai notato un’evoluzione del nuoto paralimpico negli ultimi anni?
L’evoluzione non è avvenuta solo nel movimento italiano ma in tutto il mondo paralimpico, anche se parliamo di un progresso che ci ha visto in prima fila, essendo diventati campioni nelle ultime tre edizioni dei Campionati Mondiali. È bene ricordare che non siamo partiti dalle migliori posizioni del ranking nel 2009, ed aver raggiunto questi risultati ci riempie di orgoglio. Grazie alla Finp, agli allenatori, alle Società e allo staff tecnico nazionale, siamo riusciti a adeguarci ai cambiamenti che nel mondo paralimpico sono molto frequenti per via, non solo delle classificazioni ma anche di altri elementi che influenzano il nuoto e le discipline paralimpiche in generale. Il cambiamento del nuoto paralimpico passa attraverso la presenza di molti giovani che si approcciano subito all’agonismo ma, soprattutto negli ultimi anni, questa disciplina si è guadagnata una nuova prospettiva andando oltre l'etichetta di semplice azione sociale inclusiva e acquisendo la serietà e il riconoscimento che merita come disciplina sportiva di alto livello.
Il 2024 sarà un anno pieno, come vi preparerete e che previsioni fai?
La nostra agenda del 2024 è piena di impegni: a gennaio ci sarà un raduno a Lanzarote in vista dei Campionati Europei (Madeira – Portogallo - dal 21 al 27 aprile), dove cercheremo di ottenere un buon risultato. Successivamente ci saranno altri raduni di preparazione per le Paralimpiadi di Parigi 2024 (29 agosto – 7 , che chiudono un quadriennio da incorniciare sotto tutti i punti di vista. Le previsioni non si possono fare, perché nel mondo paralimpico ci sono sempre molte sorprese con nuovi atleti che entrano ogni anno nel panorama paralimpico, ma sicuramente ce la metteremo tutta per mantenere il tricolore sul tetto del mondo.
L’evoluzione non è avvenuta solo nel movimento italiano ma in tutto il mondo paralimpico, anche se parliamo di un progresso che ci ha visto in prima fila, essendo diventati campioni nelle ultime tre edizioni dei Campionati Mondiali. È bene ricordare che non siamo partiti dalle migliori posizioni del ranking nel 2009, ed aver raggiunto questi risultati ci riempie di orgoglio. Grazie alla Finp, agli allenatori, alle Società e allo staff tecnico nazionale, siamo riusciti a adeguarci ai cambiamenti che nel mondo paralimpico sono molto frequenti per via, non solo delle classificazioni ma anche di altri elementi che influenzano il nuoto e le discipline paralimpiche in generale. Il cambiamento del nuoto paralimpico passa attraverso la presenza di molti giovani che si approcciano subito all’agonismo ma, soprattutto negli ultimi anni, questa disciplina si è guadagnata una nuova prospettiva andando oltre l'etichetta di semplice azione sociale inclusiva e acquisendo la serietà e il riconoscimento che merita come disciplina sportiva di alto livello.