"Appuntamento con le Emozioni", Efrem Morelli tra i protagonisti nel libro di Alessandra Marcotti

 

 

Appuntamento con le Emozioni" è un viaggio che ha fatto tappa in cinque città italiane per incontrare sei protagonisti del mondo dello Sport.

Alessandra Marcotti, questo è il nome dell’autrice del libro andato in stampa nel giugno 2020, ha percorso chilometri per trasmetterci il concentrato di tutte le sensazioni trasmesse da personaggi di caratura internazionale quali: Efrem Morelli, Paolo Simoncelli, Alex Zanardi, Giampaolo Ricci, Romeo Sacchetti e Rita Guarino.

Nel terzo dei sette capitoli incontriamo il record man e campione mondiale dei 50 rana: il Capitano della Nazionale Italiana Nuoto Paralimpico, Efrem Morelli.

Lui, Efrem, un uomo dallo sguardo serio, occhi profondi di chi ne ha viste tante, le sue parole sempre misurate, i gesti mai eccessivi e mai fuori posto: ecco, tutte queste cose insieme, lo dipingono come un saggio di quelli che quando parlano vanno ascoltati. Ed Alessandra Marcotti lo ha fatto nei primi di marzo del 2019.

 

Primo Estratto

<<Piacere, Efrem>>. La stretta di mano decisa, il sorriso e soprattutto la circonferenza dei suoi bicipiti mi danno subito l’idea di un uomo molto determinato.

Dopo i convenevoli gli propongo di andare a bere un caffè al bar di fronte. Prima di tutto per stemperare l’imbarazzo iniziale e poi per svegliare il mio cervello: Si, grazie, lo bevo volentieri, anche perché sono già stato due ore ad allenarmi in vasca a Brescia ed ho proprio bisogno di un caffè. Mentre attraversiamo la strada, senza farmi vedere, sposto la manica dell’orologio e controllo l’ora cercando di fare un rapido calcolo. Se sono le 9e lui è già andato e tornato a 50 km da qui a nuotare, ma a che ora si è svegliato? Non sono ancora riuscita a fare il conto che arriviamo al bar e, d’istinto, allungo il passo con l’idea di aprire la porta. Efrem però mi anticipa, con le mani dà un colpo deciso alle ruote della sua carrozzina, afferra la maniglia e, con galanteria, mi cede il passo.

Efrem Morelli è stato sempre uno sportivo professionista, prima di motocross e poi di nuoto. Dico prima, perché nel 2000 durante una gara, con il contratto sul tavolo pronto da firmare per un importante team di moto, a causa di un ostacolo non adeguatamente segnalato in pista, cade.

Una grande freddezza e tanta lucidità gli permettono di non peggiorare la situazione, obbligando tutti a non toccarlo in attesa dei soccorsi. La sentenza finale, già in parte da lui intuita, è senza appello: paraplegia.

Come è strana la vita. Uno aspetta per chissà quanto tempo l’occasione buona e poi quando ce l’ha, il destino rimescola le carte, stravolge tutto e obbliga a ricominciare da capo, senza istruzioni però.

(fine Primo Estratto)

 

Chiaramente quello "stop forzato", capitato a vent’anni poteva significare la fine di uno sogno con il conseguente inizio di incubo. Ma non per Efrem, di certo non per lui. Tant’è che dopo numerosi interventi chirurgici e mesi passati a fare riabilitazione, ha ritrovato l’entusiasmo e soprattutto la voglia di adrenalina, la stessa che aveva quando saliva a bordo della sua moto. La stessa che poi, a distanza di anni, ha riscoperto nel nuoto paralimpico.

Dopo qualche timido approccio al basket, ha deciso di entrare in acqua per fini terapeutici su consiglio medico. In quella vasca, però, c’era molto di più che acqua cristallina, c’era la voglia di ripartire, la voglia di rimettersi in carreggiata, ma soprattutto la voglia di mettersi di nuovo alla prova stavolta sfidando se stesso.

Da quel momento è iniziata la seconda vita di Efrem.

 

Secondo Estratto

“Negli anni dopo l’incidente il problema vero era orientarsi verso uno sport. Adesso uno ha la possibilità di scegliere, ma come ti accennavo, quando ero ricoverato nel centro di riabilitazione a Villanova sull’Arda avevo iniziato nella squadra di basket dell’ospedale, ma non è stato facile.

Il basket è uno sport di squadra e io non sono portato per questo genere di attività, o meglio, allora non lo ero. Ero totalmente ingestibile nel lavoro di gruppo e non riuscivo assolutamente a stare in quel contesto. Ora probabilmente ci riuscirei, ma sono cambiate tante cose. Da lì ho fatto ancora un anno e poi ho iniziato a nuotare da solo, ma soprattutto ho iniziato ad interessarmi per poter fare delle gare.

E’ partito tutto da me, nessuno mi ha spinto.

Ricordo che durante le Paralimpiadi di Atene 2004 mentre ero a casa ho letto su Televideo due righe riguardanti il nuoto paralimpico. Non conoscevo tempi e categorie, non sapevo niente, ma in quel momento ho capito che avrei voluto scoprire quel mondo.

(…)

Nel 2005, dopo aver nuotato quasi due anni in solitaria ho iniziato a cercare per davvero una squadra. Una sera sotto Natale andai con un mio amico a Brescia e provai. Da quel giorno ho nuotato lì, per loro e con loro, fino a quest’anno in cui per la prima volta vestirò i panni del Corpo Militare del Gruppo Sportivo Fiamme Oro”.

 

Conclusioni dell’Autrice Alessandra Marcotti.

“Perchè se è vero che nella vita non si sa mai cosa c’è dietro una curva, l’uomo che mi ha appena salutata, con un coraggio inquantificabile, è stato capace di imboccare una carreggiata parallela in grado di fargli continuare il sogno che era iniziato in sella ad una moto con un tuffo nella vita, quella nuova”.

Alessandra Marcotti nata a Cremona nel 1986 ha conseguito una laurea in Scienze motorie, il diploma di Mental Coach e un master in Psicologia dello Sport.

Info per il libro www.alessandramarcotti.com

Instagram Alemarcotti.mentalcoach